area: Urologia:  dr. D. CHOUSSOS

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PROSTATA INGROSSATA, CURA PERSONALIZZATA

Che cos'è l'Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)?

Con ipertrofia prostatica beni­gna (IPB) si intende la crescita del tessuto prostatico nella sua zona centrale, che fa aumentare il volume di tale ghiandola. Le cause di questa malattia non sono ancora note. Sicuramente la prevalenza dell'IPB cre­sce progressivamente con l'età a partire dai 40 anni e si riscontra in quasi tutti i maschi in età avanzata. Sono ben chiari i fattori di rischio che aumentano la pro­babilità di sviluppare i sintomi del basso tratto urinario correlati all'aumento di volume della ghiandola. Tra questi, insie­me al diabete mellito di tipo 2, vi sono l'ipertensione e l'obesità.

 

Quali sono i sintomi dell'Ipertrofia Prostatica Benigna?

L:'IPB provoca sintomi che interessano il tratto urinario inferiore e che possono essere suddivisi in tre gruppi. Quelli del­la fase di riempimento sono l'aumentata frequenza della minzione durante il gior­no, la nicturia (ossia il doversi svegliare di notte per andare in bagno), l'urgenza minzionale (un bisogno impellente di urinare difficile da controllare) e la perdi­ta involontaria di urina (incontinenza uri­naria). I sintomi della fase di svuotamen­to invece sono: un flusso di urina lento e ridotto, un getto a spruzzo o biforcu­to, esitazione (cioè difficoltà a iniziare la minzione, con ritardo dello svuotamen­to in avvio) e minzione con sforzo, neces­sario sia a cominciare sia a mantenere il flusso. Infine, vi sono i sintomi post min­zione, di cui fanno parte la sensazione di svuotamento incompleto della vescica e lo sgocciolamento post minzione.

"In caso di ipertrofia prostatica benigna, non necessariamente questi sintomi sono presenti tutti insieme': sottolinea il dottor Dimitrios Choussos, urologo e responsabile dell'Unità Operativa di Urologia all'Istituto di Curaltittà di Pavia. Per valutare la gravità dei sintomi, oltre al colloquio diretto, si può far compilare al paziente un questionario; in base alla gravità dei sintomi si decide se al pazien­te deve essere consigliato un trattamen­to con farmaci o chirurgico.

 

Perché non sottovalutare l'Ipertrofia Prostatica Benigna?

Se trascurata, l'IPB può dare origine a complicanze anche serie. Per esempio, può causare ritenzione urinaria acuta che determina l'impossibilità di urina­re per via dell'ostruzione della prostata. Inoltre, l'incompleto svuotamento della vescica favorisce il ritorno dell'urina ver­so il rene, pregiudicandone la funziona­lità. Sempre l'incompleto svuotamento della vescica facilita lo sviluppo di infe­zioni delle vie urinarie e la formazione di calcoli vescicali. Infine, l'IPB può provo­care anche ematuria (sangue nelle urine). Anche per evitare le complicanze, in caso di sospetta IPB il medico dovrebbe prescrivere una visita urologica. Il primo controllo che eseguirà l'urologo sarà l'esplorazione rettale. Possono esse­re inoltre svolti il test del PSA (antigene prostatico specifico), un'uroflussometria, che dà informazioni sull'andamento del flusso urinario, e un'ecografia addomina­le o transrettale, utile a osservare il volu­me della prostata ed eventuali alterazio­ni provocate dall'IPB.

Può essere importante, in casi selezio­nati, una valutazione neurologica per escludere cause neurologiche alla base della disfunzione minzionale. "Sono in­vece esami opzionali la cistomanome­tria, che rileva le pressioni intravescicali e dà informazioni sulla gravità dell'ostru­zione, e la cistoscopia, che si prescrive soprattutto in previsione dell'intervento chirurgico': spiega il dottor Choussos.

In caso di IPB, l'intervento chirurgico è un'opzione da prendere in considera­zione soltanto se con i farmaci non si è in grado di tenere sotto controllo la situazione, attenuando i sintomi. "La vera discriminante è l'impatto della sintoma­tologia della malattia sulla qualità della vita': prosegue il dottor Choussos.

Questo disturbo necessita di una tera­pia personalizzata, in particolar modo quando colpisce gli anziani con comor­bilità e che utilizzano molti farmaci. "La vera sfida va oltre la cura dei sintomi, perciò ogni paziente ha bisogno di una diagnosi accurata e che lo consideri a 360 gradi, non soltanto sotto l'aspetto urologico. In base a una diagnosi di tal genere, l'urologo deve proporre il mi­glior trattamento per il paziente': con­clude il dottor Choussos. 

Il Diabete peggiora la situazione

Le persone in età avanzata con IPB soffrono spesso anche

di altre malattie. Le più comuni sono ipertensione arteriosa, cardiopatie ischemiche, patologie neurologiche e diabete. "Quest'ultima condizione comporta un'aumentata produzione di urina, rendendo necessarie più minzioni della norma e peggiorando i sintomi dell'ipertrofia prostatica benigna. Se poi l'anziano ha anche difficoltà motorie, i risvegli notturni

e l'urgenza di andare in bagno si associano a un accresciuto rischio di incontinenza e di cadute" osserva il dottor Choussos.

I numeri

- 75%  la prevalenza dell'ipertrofia prostatica benigna fra gli aver 70
- 90%  la prevalenza dell'ipertrofia prostatica benigna fra gli aver 80