Ginecologia ed Ostetricia

PAP TEST 

La nostra Equipe:

  • dr.ssa Alessia DI OTO

  • dr.ssa Giovanna PIZZOLI

  • dr. Mario PAZZANO

  • dr.ssa Roberta ROSSINI

Che cos’è il PAP TEST?

Il Pap test è un esame di screening, che si effettua cioè anche in donne sane senza alcun segno di possibile malattia. Lo scopo è individuare precocemente tumori del collo dell'utero o alterazioni che col passare degli anni potrebbero diventare tali. L’introduzione del Pap test ha contribuito significativamente a ridurre la mortalità per tumore del collo dell'utero (anche detto della cervice uterina) per cui andrebbe eseguito con regolarità, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.

 

Che cos’è il PAP TEST in fase liquida?

Benché sia un esame importante e dall’efficacia comprovata, come emerge da revisioni sistematiche e metanalisi, il Pap test presenta dei limiti legati alla metodologia.

Per rendere il test più sensibile è possibile ricorrere al Pap test in fase liquida (che prevede il trasferimento delle cellule in un liquido di lavaggio, anziché direttamente sul vetrino) e a un sistema di lettura computerizzato (il Pap-Net).

Come si effettua il PAP TEST?

L'esame si effettua con le stesse modalità di una visita ginecologica, durante la quale si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l'apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L'operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco rispettivamente dal collo dell'utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, si farà l’esame citologico, sulle cellule esfoliate dal tessuto di rivestimento della cervice, esaminandole con appositi metodi di colorazione e un approfondito esame computerizzato.

 

E' un esame che possono fare tutte le donne?

L'unica controindicazione all'esecuzione dell'esame è la presenza di flusso mestruale, per cui sarebbe bene fissare l'appuntamento almeno tre giorni dopo la fine delle mestruazioni e una settimana prima di quando si prevede possa iniziare il ciclo successivo. Se le mestruazioni dovessero arrivare nei giorni immediatamente precedenti o il giorno stesso della visita, occorre rimandare l'esame. La gravidanza, invece, non rappresenta una controindicazione all'indagine, anche se è bene informare chi esegue l'esame della propria condizione. Ugualmente, l'uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test.

Anche le donne in menopausa devono continuare a sottoporsi all'esame, almeno fino ai 65 anni di età, anche se non hanno più rapporti sessuali.

Le donne vergini, che non hanno mai avuto rapporti sessuali completi, possono comunque provare a eseguire l'esame. Il medico o l'ostetrica, opportunamente informati, utilizzeranno uno strumento apposito per dilatare l'apertura della vagina. A seconda delle caratteristiche anatomiche della donna, in questi casi potrebbe però essere difficile riuscire a prelevare dal collo dell'utero il campione di muco da esaminare. Il risultato quindi può non essere altrettanto affidabile. Nonostante queste difficoltà, le donne adulte dovrebbero comunque sottoporsi all'indagine perché, sebbene il rischio di cancro al collo dell'utero sia molto basso in una donna vergine, esistono rare forme che si sviluppano indipendentemente dall'infezione da papilloma virus (HPV) trasmessa da un partner.

Occorre anche chiarire che, mentre è vero che i tumori della cervice uterina dipendono nella quasi totalità dei casi dall'infezione virale, è anche vero che la maggior parte delle infezioni da HPV si risolvono spontaneamente e, anche quando ciò non accade, non daranno necessariamente origine a un cancro. È altrettanto importante sapere che la vaccinazione contro l'infezione da HPV non esonera dall'esecuzione del Pap test. La protezione infatti assicura una copertura solo contro i ceppi del virus più oncogeni e diffusi.

Le donne che in passato sono state sottoposte a isterectomia dovrebbero consultare il proprio medico per sapere se devono continuare a effettuare lo screening. In genere si ritiene opportuno ripetere l'esame se l'utero è stato asportato a causa di un tumore o di una forma pretumorale, mentre non occorre se è stato tolto per altre ragioni, per esempio a causa di emorragie abbondanti.

pausa.

Sono previste norme di preparazione?

Nei due giorni prima di un Pap test, meglio evitare deodoranti intimi e prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo, a meno che siano stati prescritti dal medico, perché potrebbero eliminare o nascondere cellule anormali.

I risultati potrebbero venire alterati anche dai rapporti sessuali, da cui sarebbe meglio astenersi nei due giorni precedenti all'esame.

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Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2020